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October 09

Come si fa a nn comprare una macchina con una pubblicità cosi!!?!!?

 
 
 
September 09

Lucio Battisti emoziona ancora - A dieci anni dalla sua scomparsa

Il 9 settembre del 1998 moriva uno dei mostri della musica italiana Lucio Battisti. E' stato grazie alle sue intuizioni che la canzone italiana da hit parade ha scoperto suoni e soluzioni tipiche della musica nera prima e del rock poi. La simbiosi con i test di Mogol ha permesso poi a questi brani di essere accolti come la traduzione in musica di inquietudini, emozioni, mutamenti sociali, sessuali e di costume dell'epoca.

Come si sa la sua storia è anche la cronaca di un'assenza: quando è morto nel '98, Battisti non solo si era ritirato dalla scena dei concerti da quasi vent'anni ma aveva messo in atto un autentico volontario esilio, proteggendo la sua privacy con ferocia. Questa  voglia di vivere una vita lontana dalla fama e dai fan è corsa parallela alla sua operazione artistica di radicale destrutturazione di quel repertorio scritto con Mogol che lo ha trasformato in un mito.

La sua produzione dalla metà degli anni '80 in poi si è sempre più allontanata dalla forma canzone e dai territori di una possibile cantabilità delle  melodie, trovando nell'ironico ermetismo dei testi di Pasquale Panella un perfetto completamento di una musica sempre più avvolta da sonorità elettroniche.

Sono tanti, da Vasco Rossi a Ligabue fino ai Litfiba i colleghi di generazione ed estrazione diversa che lo considerano un punto di riferimento: fosse solo per la naturale attitudine a cambiare le carte in tavola di quell'imprevedibile gioco della canzone. Restano, naturalmente, le intuizioni  creative destinate a sfidare il tempo, di un'artista che se fosse in vita oggi avrebbe 65 anni, era infatti nato il 5 marzo del 1943 a Poggio Bustone, in provincia di Rieti.

Nel decennale della sua scomparsa, il 'mito' Battisti viene celebrato in diverse manifestazione in tutta Italia, nei numerosi libri che continuano ad uscire su di lui e che vanno ad arricchire la già sterminata bibliografia, ma anche nelle antologie musicali, su Internet e negli speciali tv.

A Molteno il paese della Brianza dove Battisti trascorse gran parte della sua vita, aprirà i battenti la mostra "Un tuffo dove l'acqua è più blu", a cura di Italo Gnocchi, collezionista e titolare dell'etichetta indipendente On Sale Music: sarà possibile ammirare una vasta gamma di manifesti, volantini di manifestazioni, concerti, tributi, dibattiti, convegni che in questi dieci anni hanno ricordato Battisti. Un altro appuntamento si terrà dal 20 al 28 settembre a Pavia, dove una mostra allestita nel centro della città ricorderà Battisti anche con un concerto dei Dik Dik. Ci sarà anche una nutrita gamma di provini, ovvero brani che Lucio ha registrato ma che non sono mai stati pubblicati.

Poggio Bustone, il paese in provincia di Rieti che ha dato i natali a Battisti, ha in programma di organizzare il 9 settembre un concerto in piazza con Roby Matano, il cantante del gruppo I Campioni, in cui Lucio suonò nei primi anni Sessanta. C'è poi un'iniziativa a Montemesola, in provincia di Taranto, dove il 9 settembre si esibisce la Hp band, nata nel 2001 come tributo alla musica di Battisti; mentre il 9, giorno della scomparsa di Battisti, appuntamento ad Andalo, in provincia di Trento, per una manifestazione nel palazzetto della città.

Ma c'è anche chi, tra i suoi estimatori, sceglie la linea del 'non-ricordo', come si legge sul sito Luciobattisti.info: "Il nostro forum, com'è suo  costume, non intende celebrare alcunchè per l'anniversario della scomparsa di Lucio, è poco elegante è speculativo. Lucio non avrebbe voluto, nè tantomeno lo vorrebbero i familiari... Lo celebriamo ogni volta che mettiamo un disco, ogni volta che cantiamo una sua canzone".

1 MILIONE DI EURO L'ANNO DI DIRITTI D'AUTORE
Gli eredi di Lucio Battisti e l'autore Mogol incassano ogni anno oltre 1 milione di euro di diritti d'autore. La società che li riscuote è la Edizioni musicali acqua azzurra srl, di cui sono azionisti la famiglia Battisti (che controlla il 56% del capitale), l'azienda discografica Universal (35%, subentrata alla Bmg) e Mogol (9%). Negli ultimi tre anni, secondo l'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor, la società ha avuto un fatturato stabile intorno a 1 milione e 50 mila euro, con utili oscillanti tra 664.849 e 707.044 euro, detratte le tasse. La quota della famiglia Battisti è nella società Aquilone che appartiene alla moglie, Grazia Letizia Veronese, e al figlio Luca Filippo. La quota di Mogol è ne L'altra metà, di cui sono azionisti Giulio Rapetti (Mogol) e i figli Alfredo e Carolina.

"Fermate il test sul Big Bang o la Terra sparirà"

"Fermate il test sul Big Bang o la Terra sparirà"

L'acceleratore di particelle a Ginevra

LONDRA - Per gli studiosi che si apprestano a spingere il pulsante d'accensione, si tratta di ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all'inizio del mondo.
Ma per un gruppo di preoccupati ricercatori l'esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all'ultimo momento, gli oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.
Oggetto della contesa è il Large hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un trilione di gradi Celsius, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato l'universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra.
Qualcuno, tuttavia, teme che l'esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse possibilità che l'acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente dall'acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra. Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent'anni, senza avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di qualsiasi genere.

Vero è che il nuovo acceleratore ha suscitato attenzioni e polemiche perché è il più grande mai costruito, con una circonferenza di 26 chilometri e la possibilità di lanciare particelle atomiche 11.245 volte al secondo prima di farle scontrare una contro l'altra a una temperatura 100mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole. La speranza è individuare, così facendo, le teoriche particelle chiamate bosoni di Higgs, giudicate responsabili di avere dato massa, ovvero peso, a ogni altra particella esistente. Ma gli scienziati ammettono che ci vorranno anni prima di arrivare eventualmente a un risultato del genere, per le difficoltà nel trovare particelle così infinitesimamente piccole nel caos primordiale post-Big Bang creato dentro l'acceleratore.
Abbiamo ancora dieci giorni per salvare la terra?, si chiede, con leggera ironia, il Sunday Telegraph. "I miei calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa dell'esperimento è serio", afferma il professor Otto Rossler, un chimico tedesco della Eberhard Karls University che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani insieme ad alcuni colleghi. Replica James Gillies, portavoce del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra: "Il ricorso non introduce nessun argomento che non sia già stato esaminato e respinto in passato, se questi esperimenti fossero rischiosi lo sapremmo già".
In ogni caso lo sapremo con certezza dopo il 10 settembre, se la Corte Europea, come sembra di capire, darà luce verde all'iniziativa: che non sarà la "fine del mondo", ma un po' di curiosità al di fuori dei confini della scienza, in questo modo, l'ha ottenuta.
(1 settembre 2008)

August 28

Qualche test fatto qua e la

 

Tratto da student clock:

L'esclusivo e infallibile Studentclock di Newsky.it ti attribuisce un voto di
7,1 che ti vale il rango di pigro :
sei bravo, ma dotato di zero impegno e forza di volontà; lavori solo se pungolato costantemente e con veemenza.
Dicono i professori: "Meno videogiochi e più libri".

Tratto da social clock:

L'esclusivo e infallibile Socialclock di Newsky.it ti attribuisce un punteggio di
70/100 il che ti vale il titolo onorifico di
Egregio Maestro di Gran Fama conferito ai decisi sostenitori del buon andamento e dell'equilibrio della società.

Tratto da destiny clock:

L'esclusivo e infallibile Destinyclock di Newsky.it prevede che finirai all'Inferno per
1463 anni nel Girone degli iracondi strisciando a pancia in giù su una polvere di diamanti appuntiti in attesa della tua ascesa in Paradiso tra le anime pie.

E POI IL MITICO DEATH CLOCK FA BRUTTO UN BEL PO QUEL CONTATORE XCHE SCORRE!!!!

L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
domenica 12 marzo 2079 alle 17:58, ossia tra 2.225.936.913 secondi,
all'età di 93 anni, colpito da un fulmine mentre cercavi di emulare i paracadutisti buttandoti da una scogliera con un ombrellone.

August 27

Volpini e Formentini all'esordio in A2; Pavan e Chiarini i due più esperti "LA NEF", quattro centrali per due maglie

CASTELFIDARDO – Sarà uno dei reparti più "nutriti": nelle fila della Vis volley denominata "La Nef" che lunedì 18 agosto riprenderà la via della palestra agli ordini dei tecnici Graziosi e Paolini, sono quattro i centrali che si contenderanno il posto sotto rete. Due le conferme, due le novità. Jacopo Chiarini è stato uno degli indiscussi protagonisti della promozione: disputerà la sua seconda stagione consecutiva (la terza complessiva) con la maglia di Castelfidardo, la quarta in serie A2. Un palcoscenico in cui esordisce il fidardense Andrea Volpini (classe '85) che ha "convinto" gli allenatori con il suo encomiabile impegno quotidiano in palestra: "Abbiamo voluto fortemente che rimanesse con noi – è il commento di coach Graziosi – perché si tratta di un ragazzo motivatissimo, un gran lavoratore: considerando che i centrali sono i più stressati da un punto di vista fisico, siamo davvero felici di poter contare sulla sua crescita".

Il più esperto del reparto sarà invece l'italo-brasiliano Marco Pavan, new entry dalla Monini Spoleto, reduce da tre ottime annate nel campionato tricolore. L'ultimo tassello in ordine temporale di arrivo risponde invece al nome di Giorgio Formentini, 27enne originario di Sant'Elpidio a Mare, già fidardense dal 2003 al 2007. Anche per lui l'A2 sarà un'esperienza nuova. "Lo scorso anno lo abbiamo lasciato andare a Grottazzolina – ricorda Mr Graziosi – ma di fatto si è continuato a seguirlo con attenzione ed è come se non ci fossimo mai veramente 'separati', tanto che lo abbiamo ripreso con forte soddisfazione sua e nostra. Complessivamente, si tratta di quattro pedine consce del rispettivo ruolo, ma è giusto che ognuno si giochi la maglia da titolare in un'ottica di sana competizione sportiva".

July 14

Il tecnico Graziosi commenta il calendario

La Nef Castelfidardo: 

"Va bene così": l'analisi di coach Gianluca Graziosi sul calendario presentato stamattina dalla Lega Pallavolo serie A, parte dal presupposto che una "matricola come la nostra che intende salvarsi, non può sprecare nemmeno mezza occasione ed è essenziale che affronti ogni partita al massimo provando a portare via punti con tutti". E se l'avvio con una big annunciata come la M.Roma, seguito dalla trasferta di Santa Croce e dall'arrivo di un altro blasone altisonante (Latina) sembra configurare una partenza in salita, è anche vero che "le formazioni più attrezzate è meglio incontrarle subito, quando non sono ancora a pieno regime quanto a ritmo campionato; confidiamo inoltre - prosegue il tecnico fidardense – sull'entusiasmo che la promozione ha suscitato e sul richiamo di grandi club come Roma e Latina per riempirci di pubblico e di stimoli".  L'atteso derby  di Loreto cade invece il 30 novembre: "Dovrei dire che si tratta di una gara come le altre, ma sarà un momento particolare, dato che la Carilo è una fra le realtà più importanti e collaudate del torneo, un modello societario cui la Vis volley ha guardato sempre con grande ammirazione e con cui è affascinante potersi confrontare in questo contesto". Quanto ai valori tecnici, Mr Graziosi non vede superfavorite, ma "come ogni anno, un lotto di 3-4 squadre più forti della media del gruppo contro il quale andremo a giocarci la salvezza. Chiaro che poi la 'carta' vada verificata sul campo, perché se guardiamo ai nomi constatiamo che tutte le protagoniste si sono irrobustite". La Vis volley sponsorizzata "La Nef" e "Cibes" riprenderà gli allenamenti dopo ferragosto. Intanto, prosegue il lavoro di completamento dell'organico e di preparazione al grande salto in serie A2.

La Nef Castelfidardo, ecco Alan Komel

Per la prima stagione in A2, ingaggiato lo schiacciatore brasiliano di nazionalità slovena.
La Nef Castelfidardo: Parleranno la stessa lingua i primi due stranieri nella storia della Vis volley Castelfidardo sponsorizzata “La Nef” e “Cibes”. Dopo l’ingaggio del centrale Marco Pavan, la società ha infatti perfezionato l’operazione che porta in biancorosso Alan Komel, brasiliano di origine, ma dal passaporto sloveno tanto da indossare la maglia di quest’ultima nazionale. Schiacciatore classe ’82 per 192 cm di altezza, si tratta di una new entry nel torneo tricolore, sulle cui tracce si erano posti diversi club della serie A2. Reduce dallo “scudetto” in Slovenia, ha disputato Interliga e Champion, maturando una consistente esperienza a livello internazionale e mettendosi poi a disposizione della Reima Crema drante i play-off. L’aggancio tra la “La Nef” e Komel è avvenuto tramite Lele Fracascia: l’attaccante brasiliano ha infatti disputato l’ultima stagione nel campionato sloveno, dove Fracascia ha allenato, fornendo ottime referenze al suo ex coach (ora direttore tecnico della Cibes La Nef) Marco Paolini. Il quale ha supervisionato l’atleta definendolo “completo, tecnico e bilanciato nei fondamentali”. Caratteristiche che dovrebbero garantire precisione ed equilibrio ad una squadra che costruirà la sua identità sulle direttrici del lavoro, dell’intensità di gioco, delle motivazioni individuali e della compattezza del gruppo. Con l’arrivo di Komel, sale a dieci il numero delle pedine a tutt’oggi tesserate. In attesa dello svincolo del palleggiatore Andrea Giuliani, si tratta degli attaccanti Belcecchi, D’Angelo e Biagiola, dei centrali Chiarini, Formentini, Pavan e Volpini, del regista Pirri e del libero Romiti.




 
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